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Il Caboto collabora alla manifestazione Monte di Portofino -  Monte dei bambini

La nostra scuola ha ricevuto una splendida targa da parte del Comune di Santa Margherita, consegnatami da parte del sindaco Donadoni e dell'assessore ai servizi bibliotecari, Beatrice Tassara.

L'occasione è stata la manifestazione di inaugurazione del Monte di Portofino quale Monte dei Bambini nell'anniversario della sottoscrizione da parte del nostro paese della convenzione ONU dei diritti dei bambini e degli adolescenti. 

La manifestazione, si è svolta sotto l'egida dell'Unicef, e ha visto la partecipazione di amministratori dei comuni limitrofi, dirigenti e alunni delle scuole primarie, oltre ad una rappresentanza del Caboto: 5 alunni/alunne e le proff.sse Alessandra Vano e Anna Marro. Il disegno realizzato  dalla nostra scuola campeggia sui poster e sulle t-shirt azzurre con il logo Unicef; gli alunni presenti hanno letto alcune riflessioni sulla condizione vissuta durante il lockdown.

Il premio mi ha comunicato una grande emozione e ho ringraziato l'amministrazione per l'assegnazione. Sono molto fiera di quello che gli alunni e le alunne hanno realizzato grazie alla loro creatività, sotto la guida dei loro docenti.  C’è stata un'ottima sinergia con le dott.sse Tassara e Marchetti per quanto concerne l’organizzazione.

Queste sono le riflessioni condivise quando ho preso la parola:

Pensieri, sogni dell'adolescenza... Il passaggio dall'infanzia all'età adulta presuppone un progressivo affrancamento dalla famiglia per le scelte della quotidianità nella cornice più ampia del progetto di vita. Si tratta di cose semplici: andare a scuola, incontrare gli amici, fare escursioni, cantare insieme, condividere esperienze... Tutto ciò  immaginiamo caratterizzato da colori accesi, accompagnato da suoni di risate corali e musica. La condivisione può anche riguardare i problemi di ciascuno che, se affrontati insieme, possono apparire meno insormontabili. Il periodo della pandemia ha privato, per un periodo, i nostri giovani  di tutto ciò, caratterizzando le giornate di distanziamento e quindi di solitudine. Un mondo improvvisamente silenzioso e in bianco e nero.

Questo progetto a cui il Caboto ha avuto l'onore di partecipare ha consentito di 'portare fuori' i pensieri di solitudine in bianco e nero. Il significato etimologico di educare è effettivamente ex ducere, quindi fare emergere ciò che i discenti hanno dentro. In questo modo i ragazzi e le ragazzebhanno manifestato i pensieri e hanno anche opportunamente prodotto i disegni e la musica restituendo  colore e suoni, cioè vita, alla loro e alla nostra vita.

Grazie a tutte le istituzioni che hanno stimolato questo processo. Grazie ai docenti che li hanno guidati. Grazie studenti e studentesse. Grazie a tutti voi che con noi celebrate questo ritorno alla vita di comunità con questa felice inaugurazione.

La Dirigente Scolastica, prof.ssa Paola Leonilde Ardau

Pubblicata il 03 giugno 2021

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