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Concorso "Quel fresco profumo di libertà": menzione d'onore per il Caboto

La quarta edizione del concorso "Quel fresco profumo di libertà", ideato da una collaborazione fra il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca ed il Centro Studi Ricerche e Documentazione in Sicilia/Europa "Paolo Borsellino", con l'intento di coltivare nelle nuove generazioni i valori della legalità, della memoria operante e del dialogo tra culture diverse, ha visto assegnare una menzione d'onore all'Istituto "G. Caboto" di Chiavari, i cui studenti, coadiuvati dalla prof.ssa Alessandra Iudica, hanno partecipato con la fotografia "Liberati".

Il Centro Studi "Paolo Borsellino" è un'Associazione di promozione sociale costituita nel 2011 al fine di recuperare e valorizzare quanto sviluppato dopo le stragi del 1992 nel campo dell'antimafia sociale, della crescita di cittadinanza attiva, dei processi di partecipazione, di potenziamento della coscienza civica, di produzione di beni relazionali. Il Centro studi intende contribuire alla diffusione di una cultura educativa mirata a costruire una società di giustizia. In tal senso, si ispira agli insegnamenti del giudice Paolo Borsellino, che aveva individuato nell'educazione un fattore strategico di crescita civica e culturale della società, premessa necessaria al superamento della subcultura mafiosa. Egli riteneva che proprio a scuola, attraverso l'impegno formativo dei docenti e la promozione di una cultura della legalità, fosse possibile costruire le premesse necessarie a contrastare il fenomeno mafioso e la costruzione di una società più giusta.

La foto del Caboto è nata da una riflessione condivisa sulle tematiche attuali proposte dal concorso: giustizia, legalità, lotta alle mafie, cittadinanza attiva, pace e intercultura. La contrapposizione di due culture, orientale e occidentale, ostacolate dal non dire e dal non vedere. Urla soffocate e sguardi ignari:

"Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,

coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,

e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio."

[dall'ultima raccolta "Kazahri al-Lawzi aw Ab'ad" (come il fiore di mandorlo o più lontano) di Mahmud Darwish, nato a Al-Birwah, presso la città di Akka in Palestina, nel 1941.]

Liberati dalle gabbie sociali chiunque tu sia...liberati, rispetta, osserva, pensa e parla, questa è la libertà - è il messaggio che ha voluto lanciare Khoulud Aniba.

Dirigente Scolastico prof. Glauco Berrettoni, prof.sse Alessandra Iudica e Patrizia Diliberto


Pubblicata il 14 maggio 2019

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