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Lavagna ricorda il dramma delle foibe: il Caboto è presente


LAVAGNA RICORDA IL DRAMMA DELLE FOIBE: IL CABOTO E' PRESENTE
 
Si è concluso nel migliore dei modi, con affluenza di pubblico e partecipazione degli intervenuti, il Convegno ideato dall'Amministrazione di Lavagna che, nella persona della Vice-Sindaco Elisa Covacci, figlia di profughi istriani, ha inteso commemorare il dramma delle foibe e la tragedia di un esodo che ha portato alla sostituzione etnica in quelle zone, già italiane, acquisite con la violenza dagli slavi comunisti.
 
Un Convegno, quello sulle foibe, che ha visto alternarsi letture, tenute dagli studenti del Caboto di Chiavari - Lucia Campanella, Giorgio Cuneo e Yari de Martini - accompagnati dal Dirigente Scolastico Glauco Berrettoni e dalle docenti Annalisa Fornasari e Valeria Ghiorsi, che hanno rievocato la vicenda attingendo al libro di Simone Cristicchi Magazzino 28, divenuto anche spettacolo teatrale, dedicato alle storie degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, con spezzoni di repertorio tesi a documentare le vicende.
 
Ha concluso la serata Petra Di Laghi, nipote di un esule istriano e laureata in Scienze Storiche a Torino, che ha presentato il proprio volume Profughi d'Italia. 1943-1955. Il dramma dei giuliano-dalmati dalle foibe ai Centri di raccolta. L'accoglienza a Genova e Liguria: il libro ricostruisce non solo le vicende che provocarono lo spostamento di massa dopo la tragica stagione delle foibe ed il passaggio di quei territori sotto il regime jugoslavo, ma anche il lungo viaggio che i profughi dovettero intraprendere verso la ricerca della normalità di una fissa dimora.
 
"La tragedia delle foibe e dell'esodo dei giuliano-dalmati è uno dei tanti drammi che hanno percorso la II Guerra Mondiale: oltre al dramma in sé, si aggiunge il fatto che, per ragioni politiche, per anni è stato rimosso dalla memoria collettiva e che solo da pochi anni, grazie al lavoro incessante di documentazione di pochi, è emerso dal dimenticatoio sino ad avere una giornata dedicata da una legge dello Stato. I giovani, grazie alle azioni documentarie delle scuole, devono venire a conoscenza di questa tragedia che ha interessato una fetta significativa di italiani, colpevoli solo per il fatto di essere italiani, Possono anche aver effettuato la pulizia etnica, ma finché ci sarà chi tramanderà il ricordo di quanto è successo, non potranno dire dire di avere vinto.", ha commentato il nostro Dirigente Scolastico, prof. Glauco Berrettoni.
 
Prof.ssa Patrizia Diliberto